Cattedrale di Sarajevo, neogotico bosniaco

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Cattedrale di Sarajevo, Bosnia © Talha Çakır

Cattedrale di Sarajevo, Bosnia © Talha Çakır

Imponente e neogotica, la cattedrale di Sarajevo si alza nel cielo bosniaco con le sue due torri gemelle: aghi di pietra a ferire il grigio delle nubi che sembrano non volere mai andare via dalla capitale della Bosnia Erzegovina.

Costruita in onore del Sacro Cuore di Gesù su progetto dell’architetto Josip Vancas, l’edificio ecclesiastico vanta anche elementi romanici. I lavori iniziarono il 25 agosto del 1884 e furono completati nell’agosto del 1889.

Durante l’assedio della città (5 aprile 1992, 29 febbraio 1996), la cattedrale di Sarajevo fu seriamente danneggiata. Terminato il conflitto che spaccò per sempre la Jugoslavia, venne riparata. Ancora oggi è sede dell’arcidiocesi cattolica di Vrhbosna.

La cattedrale di Sarajevo misura 41,9 metri in lunghezza e 21,3 in larghezza. I due campanili che la contraddistinguono sono alti 43,2 metri. Sopra il portale, c’è una rosetta ottagonale e una statua del Sacro Cuore.

Gli interni dell’edificio ecclesiastico sono caratterizzati dall’altare maggiore: progettato da Josip Vancaš, è stato realizzato in marmo di Grisignano, e poggia su quattro piccole colonne di marmo rosso tirolese.

Le sette nicchie dietro l’altare della cattedrale di Sarajevo rappresentano nella posizione centrale il Sacro Cuore di Gesù; a sinistra: San Giuseppe e San Francesco d’Assisi; a destra: San Michele e il profeta Elia; alle estremità, la statua di un angelo.

L’altare laterale occidentale è dedicato all’Immacolata Concezione (donazione dell’imperatore Francesco Giuseppe I). Quello della navata orientale, invece, è per gli apostoli slavi, San Cirillo e San Metodio (donazione del popolo di Boemia).

Anche il pulpito della cattedrale di Sarajevo è particolare: montato su un piedistallo riccamente decorato, nella sua parte centrale, ritrae Gesù come maestro, affiancato da entrambi i lati da due Evangelisti.

Nell’edificio ecclesiastico risaltano anche gli affreschi commissionati ad Alexander Maximilian Seitz nel 1886. Poi realizzati negli anni a seguire dal suo assistente Alberto Rohden.

Sul muro del campanile occidentale della cattedrale di Sarajevo è stata dipinta l’incoronazione di Maria. La parte inferiore dell’affresco mostra un padre, madre e figlio in abito nazionale, circondato da San Francesco d’Assisi e San Domenico.

Sul muro del campanile orientale, invece, vi è la risurrezione di Gesù. Nella volta c’è la rappresentazione del Sermone sul Monte e una raffigurazione di Mosè che riceve i dieci comandamenti, entrambi di Ante Martinović.

Anche nelle rientranze sopra le volte della cattedrale di Sarajevo, ci sono dipinti a olio in chiaroscuro dei Dottori della Chiesa. Sono stati eseguiti su tela a Roma da Lodovico Seitz, figlio di Alexander.

Dalle cinque vetrate dell’abside, progettate da Josip Vancaš ed eseguite dalla Tiroler Glasmalerei di Innsbruck, e da quelle nei corridoi laterali realizzate dall’officina viennese della Tiroler Glasmalerei, i raggi del sole filtrano variopinti mentre l’organo da 22 registri inonda la chiesa di musica sacra.

Per approfondire:
Wikipedia

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